Campagne di esplorazione e rilevamento geologico a Ovest del 100° meridiano

I fototipi relativi alle campagne di esplorazione e rilevamento geologico a Ovest del 100° meridiano 1871-1874 (lotti 39, 40, 41, 42 e 279), conservate presso l’Archivio fotografico, sono il frutto di un incontro istituzionale tra il Ministero della Guerra degli Stati Uniti d’America e la Società Geografica Italiana avvenuto nel 1881. In quell’anno, infatti, si era tenuto, a Venezia il III Congresso Geografico Internazionale organizzato dal Sodalizio, su incarico del Comitato promotore. Al Congresso presero parte geografi e studiosi di discipline affini provenienti da ogni parte del mondo, ma anche molti esploratori, civili e militari, che presentarono in quell’occasione i risultati delle loro imprese. Tra questi era presente il Capitano George M. Wheeler, ingegnere e topografo, delegato al Congresso per conto del Ministero della Guerra degli Stati Uniti che, negli anni Settanta dell’Ottocento, aveva condotto numerose campagne di esplorazione e di rilevamento geologico nel West al di là del 100° meridiano. Il capitano Wheeler era un personaggio molto noto, tanto che la Società Geografica Italiana lo aveva nominato socio d’onore già dal febbraio del 1880. Wheeler aveva portato con sé una ricca documentazione relativa alle sue spedizioni e, tra relazioni, rapporti informativi, carte topografiche e libri, spiccavano alcuni album di splendide fotografie che vennero esposte nella grande Mostra allestita a margine del Congresso. Si trattava di immagini delle selvagge terre dell’Ovest americano e dei suoi originari abitanti, testimonianze di un mondo di straordinaria bellezza, immerso allora in una solitudine senza tempo e destinato a trasformarsi nel giro di pochi decenni. Le foto erano state realizzate dai fotografi Timothy H. O’Sullivan e William Bell che lo avevano seguito durante le campagne esplorative degli anni 1871, 1873 e 1874. Finito il Congresso, il Capitano Wheeler lasciò in dono alla Società Geografica tutto il materiale raccolto in due album su cui scrisse di proprio pugno una dedica datata settembre 1881.

Lo scopo delle spedizioni di Wheeler non era solo quello di acquisire una conoscenza sistematica delle caratteristiche topografiche dei territori dell’Ovest, utile alla compilazione di carte a grande scala, ma anche quello di raccogliere informazioni di qualsiasi tipo, di carattere geografico, geologico e antropologico per una eventuale colonizzazione di questa vasta regione. L’area percorsa dalle spedizioni si estendeva per circa 3.700.000 chilometri quadrati, abitati da circa 60.000 Indiani appartenenti a non meno di 33 tribù, e, secondo il censimento del 1880, da 631.000 bianchi, in deciso accrescimento per le continue scoperte di miniere d’oro e d’argento e per il rapido miglioramento dei trasporti ferroviari.

La spedizione del 1871, con grande delusione di molti partecipanti, non aveva scopi scientifici di rilievo anche se il suo percorso presentava pur sempre serie difficoltà. Si trattava di risalire contro corrente, per 320 chilometri circa, il Colorado attraverso il Gran Canyon fino a Diamond Creek. La durata prevista per il viaggio era un mese. La piccola flotta era composta di quattro imbarcazioni, una delle quali, denominata “The Picture”, era sotto la completa responsabilità di O’Sullivan che vi aveva caricato tutto il materiale, tra cui la pesantissima macchina fotografica. Egli era molto più del fotografo della spedizione: spesso gli veniva affidata la responsabilità di piccole escursioni o il compito di provvedere ai rifornimenti o addirittura la mediazione nei frequenti contrasti tra gli scienziati e i militari del corpo di spedizione. Così O’Sullivan, oltre a canyon, pareti rocciose, forme di erosione, riuscì a immortalare anche paesaggi, boschi, laghi, e soprattutto molti Indiani, malgrado la loro diffusa paura che lo Shadow Catcher (Afferra Ombre), come chiamavano allora qualunque fotografo di frontiera, imprigionasse nelle lastre il loro spirito. Più volte, nel suo diario, Wheeler fa riferimento alla grande professionalità di O’Sullivan che svolgeva il suo lavoro incurante delle fatiche e dei pericoli, pronto a rischiare la sua incolumità per una bella inquadratura.

Nel 1872, per motivi ignoti, O’Sullivan non prese parte alla nuova spedizione di Wheeler e il suo posto fu preso da William Bell, veterano di guerra e fotografo per alcuni anni dell’Army Medical Museum, che in questa occasione sperimentò con successo nuove tecniche fotografiche come il collodio secco, preparando lui stesso le lastre. O’Sullivan seguì ancora Wheeler nella campagna del 1873 nei territori del Sud-Ovest, dove fissò alcune delle sue immagini più famose come quelle delle rovine del Canyon de Chelly, oggi Parco Nazionale, o le fotografie dei pueblos degli indiani Zuni nel Nuovo Messico. Tornò nelle regioni del Sud-Ovest anche l’anno successivo (1874), documentando, al di fuori da qualsiasi stereotipo, gli aspetti quotidiani della cultura indiana. La spedizione rientrò alla fine del 1875, ma O’Sullivan già prima se ne era allontanato. Dal Rapporto sulla spedizione risulta infatti che la sua permanenza si era limitata a quattro mesi circa (dal 23 luglio al 30 novembre del 1874). Successivamente, messo da parte il lavoro sul campo, O’Sullivan tornò a vivere a Staten Island per essere poi chiamato, nel 1880, a rivestire la carica di fotografo ufficiale nel U.S. Treasury Department. Pochi mesi dopo, però, rassegnò le dimissioni, per sempre.

La serie fotografica conservata in Archivio è in ottimo stato di conservazione, grazie anche al restauro effettuato nel 2002 sui lotti 39, 41 e 42. Si tratta complessivamente di 123 albumine raccolte in due album originali (U.S. Geographical Surveys West of the 100th meridian 1871-1874 e Photographs showing landscapes, geological and other features of portions of the Western Territory of the United States obtained in connection with Geographical and Geological Explorations and Survays West of the 100th meridan 1871-1874) e altrettante cartelle contenenti foto sciolte (United States Geographical Surveys. Photographs 1871-1874), tra cui alcuni doppioni, alle quali si aggiungono 35 fotografie stereoscopiche (Explorations and Surveys West of the 100th meridian 1871-1874). Appartiene alla medesima raccolta l’album “Photographs of Atlas Maps” composto da 36 fogli su ciascuno dei quali è inserita una riproduzione fotografica delle tavole che compongono il Topographical Atlas projected to illustrate United States Geographical Surveys West of the 100th. Meridian of Longitude, under the Authority of The Honorable The Secretary of War (1869-1880).

Riferimenti bibliografici

Mancini M. e Mormorio D. (a cura di), Il West di Timothy H. O'Sullivan, Roma, FPM, 2003. Catalogo della mostra realizzata dalla Società Geografica Italiana in occasione di FotoGrafia, 1° Festival internazionale di Roma (18 maggio - 20 giugno 2002 Palazzetto Mattei, in Villa Celimontana, Via della Navicella 12 - Roma).

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Al di là del 100°meridiano. La collezione Wheeler conservata presso l’Archivio fotografico SGI

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