Viaggio in Marocco 1901

Nel 1901 Giotto Dainelli compì un viaggio in Marocco, arrivando in nave da Gibilterra e approdando dopo poche ore di navigazione nel porto di Tangeri.

In un articolo pubblicato nel 1903 sulla rivista Emporium dal titolo “Marocco – Impressioni e ricordi”, Dainelli racconta di questa sua esperienza africana, affiancando alle parole una nutrita serie di fotografie. I 56 negativi su vetro che costituiscono questa collezione, vennero realizzati lungo un itinerario che dalla città di Tangeri, passando per la prefettura di Téotuan vide la conclusione presso l’enclave spagnola di Ceuta.

“Marocco – Impressioni e ricordi”, si discosta dal tipico diario di viaggio che ci si aspetterebbe di leggere da un geografo quale Dainelli, il quale ha preferito esplicitamente osservare ciò che aveva davanti con differenti metri di giudizio, allontanandosi da derive troppo accademiche. Riportando le sue stesse parole: “Per questo niente di nuovo andrò esponendo, né lo potrei: che il Marocco in Italia, per fortunate circostanze, ha avuto troppo insigni illustratori sui libri e sulle tele, ma solo mostrerò una serie di vedute, è vero, originali, ma che mal danno una idea adeguata del paese, dei tipi e dei costumi, e dalle quali le mie parole disadorne non potranno davvero farvi immaginare il colore locale, le forti tinte, gli acuti contrasti della realtà”.

Ed eccoci allora a muoverci per le vie di Tangeri fra frotte di piccole imbarcazioni assedianti il battello appena arrivato dalla Spagna cercando di conquistarsi il maggior numero di clienti da traghettare sul molo per poi accompagnarli presso gli hotel della città in cambio di una buona mancia, donne arabe scorte a osservare di nascosto i turisti stranieri salvo voltare repentinamente la testa se qualcuno di loro ne incrociava lo sguardo o fra i cosmopoliti venditori del caotico e folcloristico mercato della città. Molto spazio è dato all’architettura araba, con vedute degli edifici principali della città e analisti stilistiche fra l’arte europea e le decorazioni prettamente geometriche della cultura islamica.

Il medesimo stile caratterizza le fotografie realizzate presso Téotuan, anch’essa con il mercato a fare da soggetto principale ma senza tralasciare scorci, vicoli, piazze, portici e cortili, il tutto reso vivo dal via vai degli abitanti. Piuttosto trascurata è invece Ceuta, della quale vi sono solamente due panoramiche della penisola e due scorci della città.

Dainelli non si limitò solamente a ritrarre Tangeri, Téotuan e Ceuta, ma documentò anche le fasi intermedie del viaggio, con l’allestimento dei campi dove passare la notte o i fondak, termine che indicava i luoghi di ristoro incontrati lungo il percorso, dedicando alcuni scatti ai servitori arabi che lo accompagnavano. Completano la collezione alcune vedute paesaggistiche di monti e fiumi. (Claudio Lanzi).

Riferimenti bibliografici

Dainelli G., Nel Marocco (Impressioni e ricordi), in «Emporium», 1903, II semestre, p.203-229. http://www.artivisive.sns.it/galleria/libro.php?volume=XVIII&pagina=XVIII_105_203.jpg

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